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Fabrizio Pasquali
“Alla breve”
(Interpretazioni sinfoniche di riferimento)
Prefazione
Dalla registrazione meccanica, a quella elettrica (nel corso degli anni trenta) con i fragili dischi a 78 giri della durata massima di cinque minuti per facciata, e poi, nel Secondo Dopoguerra, i rivoluzionari "33" microsolco Hi-Fi dalla “impressionante” durata di ben trenta minuti per lato, dal 1958 anche in stereofonia, e via così per oltre vent'anni, quando cominciano ad apparire i "laser disk"o " compact disk" in cui il segnale analogico (ad imitazione del "disegno" del suono) viene fin dall'origine convertito in digitale (ovvero esposto in forma numerica, ove le onde sonore sono rappresentate da micro segmenti che riproducono la forma delle stesse), per arrivare agli attuali DVD, in cui viene aggiunto il visivo al sonoro, restando in attesa di nuove frontiere...
E' questo il cammino che, nell'arco del XX secolo, ha caratterizzato la musica "registrata", vera fonte d'inestimabile valore storico-artistico a cui tutti ci siamo abbeverati durante la nostra vita quotidiana.
Mentre scrivevo queste pagine, non potevo "non ascoltare e riascoltare" le opere in esse menzionate ed il ricordo accompagnava tali ascolti a ripercorrere una vita in cui la musica ha svolto un ruolo fondamentale per la mia formazione culturale, ma soprattutto per la ricreazione umana.
Così, perché la musica è gioia in quanto ci chiama a "giocare" con lei, mentre si insinua nella nostra intimità al pari di una visione "intrigante", ad evocare e carpire, a stuzzicare gli aspetti più intimi, a riproporci i ricordi smunti dal tempo, a suscitare quelle sensazioni che sono solo nostre e che vogliamo gustare come una volta ancora e poi ancora, ancora...
Allora, l'ascolto ci racconta e, se per un istante caliamo le palpebre e ci lasciamo trasportare dall'ebbrezza sonora, ci è dato di vedere un vecchio Maestro che sul podio, con fare paterno e con sorriso invitante, apostrofa i suoi musicanti: "Va bene, Signori, ora passiamo il finale, alla breve, via così..."
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