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Terzo capitolo
“Bacchette d’avorio ed ebano”
Non è lo scopo di questo lavoro esporre biografie di Musicisti anche se di particolare capacità e di chiara fama, ma, affrontando la parte relativa ai Direttori d’orchestra ed alle interpretazioni di riferimento, trovo propedeutico riportare qualche breve nota biografica di almeno tre protagonisti di quest’Arte eccelsa che, per la loro statura intrinseca e per il magistero consegnato alla Storia direttamente ed attraverso numerosi, validissimi “Seguaci”, costituiscono una pagina fondamentale ed irripetibile nella Storia dell’interpretazione.
Arturo Toscanini (Parma 1867 - New York 1957)
Ultimo figlio, nonché l'unico maschio, di un sarto di modeste condizioni, Claudio, che prese parte da garibaldino ai combattimenti per l'Indipendenza italiana, entrò a nove anni nel Conservatorio di Parma.
Iniziò la sua carriera musicale nel 1885 come violoncellista nell'orchestra di una compagnia operistica e nel 1886 in Rio de Janeiro prese in mano occasionalmente la bacchetta.
Egli stesso ci narra: "il nostro direttore era in pessimi rapporti con i componenti dell'orchestra, i quali non si lasciavano sfuggire le occasioni per sabotarlo. Un giorno ne ebbe abbastanza, depose la bacchetta che ci piantò in asso.
Nella stessa sera doveva andare in scena Aida e non si poteva mancare. Trovammo un direttore, ma la sera il pubblico gli si mostrò ostile e lo fischiò. Allora l'orchestra chiese a gran voce che io ne prendessi il posto. Saltai sul podio, il pubblico sorpreso non ebbe il tempo di fischiarmi, e diressi quella sera e per diciotto rappresentazioni consecutive."
Da quel momento lasciò definitivamente il violoncello per la bacchetta direttoriale, svolgendo la sua attività in varie città italiane finché, nel 1898, fu assunto dal Teatro alla Scala del quale inaugurò una nuova epoca includendo nel repertorio del Grande Teatro opere tedesche, francesi, russe che mai vi erano state rappresentate.
Nel 1908 passò al Metropolitan di New York, ove si ricorda che vi sollevò stupore dirigendo "Il Crepuscolo degli Dei" interamente a memoria, cosa abituale per lui, che deve ad una memoria fenomenale la possibilità di dirigere sempre senza partitura.
Il critico del New York Times dopo quest'esecuzione scrisse: "è un uomo eccezionale di straordinaria energia, di grande ascendente, un dominatore, un musicista di risorse infinite." Toscanini lasciò il Metropolitan improvvisamente nel 1915 ritornando in Italia dove, durante la Prima Guerra Mondiale, diresse molti concerti per i feriti.
Egli ha narrato il contegno antitedesco del pubblico durante un'esecuzione di musica wagneriana in quegli anni a Roma: "... gli ascoltatori disapprovavano la scelta di quell'Autore, e me lo fece intendere schiamazzando e miagolando come gatti... reagii con energia gridando che non si trattava di musica tedesca, ma di grande musica, e che non avevo intenzione di continuare a dirigere grande musica per degli asini. Deposi la bacchetta e abbandonai la sala."
Nel 1920 fece un viaggio memorabile attraverso gli Stati Uniti d'America con l'Orchestra Scaligera, dando oltre cento concerti. Rimase stabilmente alla Scala fino al 1929, anno in cui accettò di dirigere l'Orchestra Filarmonica di New York.
Alternò quest'attività con la direzione artistica della Scala, il teatro da lui prediletto, dirigendovi a periodi spettacoli e concerti.
Il suo nome richiamava ascoltatori d'ogni parte d'Italia e d'Europa ed è legato ad esecuzioni indimenticabili operistiche e sinfoniche: molte opere di Verdi che egli predilige accanto a tutto il repertorio dell'opera classico/romantica internazionale: Tetralogia, Tristano e Isotta, I Maestri Cantori, Parsifal, Fidelio, Don Giovanni, Le Nozze di Figaro; opere di Puccini, Strauss, Cilea, Pizzetti, Debussy, Rabaud, Charpentier, Moussorgski; tutte le Sinfonie e le Ouverteres beethoveniane , le sinfonie di Brahms, numerosi poemi sinfonici, in una parola tutti i capolavori della musica orchestrale sinfonica.
Diresse nel 1930 e 1931 al festival wagneriano di Bayreuth, Tannhäuser e Tristano e Isotta, ma dopo l'avvento di Hitler rifiutò di prendere parte a qualsiasi manifestazione artistica in Germania, per protesta contro il trattamento inflitto ai musicisti israeliti. Diresse dal 1934 al 1937 al festival di Salisburgo.
Nel 1936 lasciò la direzione dell'Orchestra Filarmonica di New York ritornando in Italia per riposo.
Pareva, egli stesso ne sembrò convinto, che la carriera intensamente attiva stesse per finire (aveva quasi settant'anni); ma insistenti appelli ed offerte dagli Stati Uniti d'America lo indussero, nel 1937, ad accettare l'orchestra della National Broadcasting Company di costituire un'orchestra sinfonica unicamente per esecuzioni radiofoniche.
Oltre settecento fra i migliori strumentisti d'Europa e d'America si offrirono a formare l'orchestra NBC e il primo concerto fu trasmesso la vigilia di Natale del 1937.
Seguirono esecuzioni settimanali con programmi imperniati principalmente sui grandi compositori del XIX secolo (Beethoven, Brahms, Verdi e Wagner).
Nel 1950, a 83 anni, Toscanini effettuò un vasto giro di concerti negli Stati Uniti; in essi derogò ad una norma che era stata draconiana nella sua carriera artistica : in ogni concerto concesse dei bis.
Di taglia squadrata, di statura media, tutto nerbo e vibrazione, semplice e riservato nella vita quotidiana, Toscanini ha mantenuto la stretta disciplina in tutto ciò che riguarda la musica.
Perdeva talvolta questo dominio e riserbo quando collaboratori, orchestrali o cantanti, non lo soddisfacevano e li censurava con espressioni sferzanti.
Si racconta che in una certa occasione giunse a lanciare l'orologio, pregevole e costoso, contro un suonatore di corno che aveva preso una nota falsa.
Durante una prova al Metropolitan, alla prima donna sdegnata che protestava energicamente: "Non può trattarmi così !… Sono una star !"…, rispose: "Signora, le stelle stanno in cielo, non vi sono stelle nelle mie esecuzioni."
La serietà, la profondità di artistico zelo che egli ha posto nell'adempimento dei suoi compiti non temono confronti. La musica è sacra per lui, al di là e ben al di sopra di ogni problema di persona, razza o divergenza politica.
Sono stati proposti vari ritratti di Toscanini così come appariva durante il logorante lavoro delle prove; ne riportiamo uno per tutti: "Il corpo vibra di eccitazione, la voce si fa roca, la fronte imperlata di sudore; appare invecchiato da queste incommensurabile ore di strenua fatica; ma mai che si arresti alla minima distanza dalla perfezione sognata. Con energia rinascente ed instancabile, pungola e lotta, avanti, sempre più avanti, finché infine l'orchestra, assoggettata alla sua volontà, giunge ad interpretare la creazione del Compositore esattamente come essa si presenta allo spirito del grande Direttore.
Solo chi abbia avuto il privilegio di essere stato testimone di questo sforzo di perfezione, ora per ora, giorno per giorno, può rendersi conto dell'eroismo di Toscanini."
Le sue incisioni di musica classica sono riconosciute fra le più grandi che siano mai state realizzate.
Il 25 marzo 1954 del suo ottantasettesimo compleanno, egli scrisse al presidente della NBC: "E' venuto il triste momento in cui devo con rammarico mettere da parte la bacchetta e dire addio alla mia orchestra..."; a sua richiesta egli desiderò evitare dimostrazioni da parte del pubblico e la notizia del ritiro non fu pubblicata se non dopo l'ultima esecuzione del 4 aprile 1954.
Venne scritto dalla più accreditata stampa di New York: "...non conobbe il minimo atteggiamento esibizionistico. Ebbe per norma della sua vita artistica di eseguire la musica più eletta e sublime nel modo più perfetto che fosse umanamente possibile, senza alcun arbitrio; di onorare la intenzione del Compositore quanto più onestamente fosse concepibile, senza alcuno sfoggio o sovrapposizione virtuosa... ascese sempre le più grandi altezze della più grande musica."
Bruno Walter (Berlino 1876-Los Angeles 1962)
Dopo aver studiato al conservatorio Stern di Berlino, Bruno Schlesinger, era questo il vero cognome, cominciò la sua carriera musicale come direttore d'orchestra in teatri d'opera secondari della Germania e per un certo periodo di tempo fu assistente di Mahler al Teatro Municipale di Amburgo.
Dopo un periodo in cui fu direttore d'orchestra all'Opera di Berlino, fu nominato direttore artistico alla Corte di Vienna.
Dodici anni dopo si trasferì a Monaco nella qualità di direttore generale musicale; dal 1925 al 1929 fu direttore dell'Opera di Berlino e successivamente della Gewandhaus di Lipsia.
Acquistata ormai una fama mondiale, fu chiamato a dirigere la prima stagione d'opera al Covent Garden di Londra all’ indomani della ripresa dei concerti dopo la Prima Guerra Mondiale.
Dal 1919 e fino alla presa del potere del Nazismo, nel 1933, tenne una serie annuale di concerti denominati "Bruno Walter Concerts" con l'Orchestra Filarmonica di Berlino.
Costretto ad abbandonare la Germania, fu direttore artistico dell'Opera di Stato di Vienna dal 1936 al 1939, anno in cui ottenne la cittadinanza francese.
Più tardi si trasferì in America, dove diresse numerose esecuzioni con le principali orchestre americane e, nel 1946, nominato direttore musicale stabile dell'Orchestra Filarmonica Sinfonica di New York.
Dal 1946 è cittadino degli Stati Uniti d'America.
Fu uno dei fondatori del festival di Salisburgo in cui diresse molto frequentemente sia l'orchestra stabile che le invitate; fu più volte ospite di paesi europei ed in particolare ai vari festival di Edimburgo ove portò l'Orchestra Filarmonica di Vienna.
Ha idee molto precise su quelli che sono i compiti di un direttore d'orchestra: "io sono soltanto un postino della musica e come tale devo fare in modo che le mie lettere musicali giungano a destinazione."
Nell'occasione del compimento del suo settantesimo anno disse ad un intervistatore: "a parte l’effetto vivificante, la musica ha anche un enorme valore morale che non si deve né dimenticare, né sottovalutare in nessuna circostanza: la dissonanza, la sua risoluzione, e l'armonia che ne risulta, hanno in sé la positiva forza morale della musica. Dopo le tempeste della dissonanza, appare la luce splendente dell'armonia. Il positivo conquista il negativo. La musica porta in sé pace e riconciliazione. Naturalmente, può anche esprimere il male. La parte di Pizarro in Fidelio di Beethoven è indubbiamente assai bella. Ma che cosa può raggiungere la bellezza dell'aria di Leonora, che è un'espressione di fede del potere conquistatore dell'amore?"
È un avversario deciso della musica atonale: "ho tentato di capire questa musica l'ho ascoltata spesso, ma non posso goderne; e a me piace solo la musica che posso godere. Si potrebbe forse chiamarla interessante. Ciò mi ricorda una osservazione di Mahler; mi chiese che cosa pensassi di un'opera nuova, e quando gli risposi che la giudicava interessante, egli disse: "è facile essere interessanti, ma è estremamente difficile essere belli."
Bruno Walter non è un direttore d'orchestra che fa sfoggio di bravura, ma è famoso per la qualità poetica e meditata delle sue esecuzioni.
E un'incomparabile interprete della musica tedesca e come è stato scritto di lui "la maggioranza dei critici sarebbe probabilmente d'accordo nell'affermare che le sue interpretazioni della musica di Beethoven, Wagner, Mozart, Schubert, Schumann non sono inferiori a quelle di Toscanini."
È anche un pianista brillante che avrebbe probabilmente fatto una grande carriera come concertista di pianoforte se non si fosse dedicato alla direzione d'orchestra; sono comunque ammirevoli alcune sue incisioni di leader che lo vedono pianista accompagnatore e, purtroppo rarissima, qualche sua performance come pianista solista ed in formazioni cameristiche.
Alla nascita della stereofonia (1958) la CBS gli chiese di incidere nuovamente gran parte del suo repertorio alla luce della nuova tecnologia.
Il Maestro, ormai stabilitosi definitivamente a Los Angeles, declinò l'incarico adducendo il motivo di non volersi trasferire a New York per incidere con quell'orchestra.
Venne allora organizzato un particolare servizio aereo che trasportava una quarantina di strumentisti della Filarmonica newyorkese a Los Angeles e nacque così la CBS Symphony Orchestra composta per l'appunto dalla fusione di questi musicisti con una quelli della locale Filarmonica.
Venne rivisitato così tutto il più importante patrimonio musicale del suo repertorio fra cui moltissimo Mozart di cui il Maestro era celebrato interprete, l'integrale delle Sinfonie di Beethoven e di Brahms, molto di Schubert, Schumann e Mahler. Ed alcuni importanti concerti con solisti come Francescatti e Stern.
Wilhelm Furtwängler (Berlino 1886-Baden Baden 1954)
Figlio del celebre archeologo Adolf, fu musicista precoce; compose a quindici anni un quintetto per pianoforte e non molto tempo dopo diresse un' ouverture composta da lui stesso.
Per qualche tempo ebbe l'idea di dedicarsi alla composizione, ma quando fu ventenne affermò il suo talento di direttore con un concerto nel quale, oltre ad una sua propria composizione, presentò la Nona Sinfonia di Bruckner.
Lasciato il posto di direttore di cori a Breslavia, nel 1906 si recò a Zurigo dove si diede a dirigere qualunque genere di musica, "La vedova allegra" compresa.
Di queste esecuzioni disse: "Diressi la celebre operetta di Lehar con la stessa serietà con la quale avrei diretto "Il Crepuscolo degli Dei" di Wagner."
Dopo aver studiato sotto la guida di Felix Mottl a Monaco, nel 1915 divenne direttore di Corte a Mannheim ed in seguito fu invitato a dirigere in parecchie fra le città più grandi della Germania.
Nel 1919 fu nominato direttore stabile della famosa orchestra Tonküstner di Vienna e quando nel 1920 Richard Strauss si ritirò dal suo posto di direttore dell'Opera di Stato di Berlino, ne divenne il suo naturale successore.
Alla morte di Nikisch, nel 1922, egli lo sostituì come direttore alla Gewandhaus di Lipsia ed alla Filarmonica di Berlino.
Dal 1931 Furtwängler diresse al festival di Bayreuth, ma, a partire dal 1933, la sua attività si svolse soprattutto a Berlino.
Qualche tempo dopo l'avvento al potere di Hitler, Furtwängler diede le dimissioni da Direttore della Filarmonica e dell'Opera di Stato di Berlino nonché da Vicepresidente del Ministero della Musica del Reich.
Furtwängler aveva un forte temperamento ed una grande capacità d'emozione e riversava nelle sue interpretazioni calore appassionato e tenerezza.
Si oppose alla musica atonale ed in genere alle moderne tendenze pur se amico e sostenitore di Hindemith e di Schoemberg di cui diresse la prima delle “Variazioni per orchestra” op. 31.
Circa la giusta misura dei tempi da osservare nell'esecuzione dei pezzi, aveva le sue idee personali e non esitava ad accelerare o a rallentare i movimenti fuori dal consueto, ma i risultati che otteneva venivano generalmente riconosciuti come eccezionali e spesso rivelavano bellezze insospettate nelle musiche da lui interpretate.
Si scrisse di lui: "Egli dà somma importanza alla linea espressiva della frase: essa deve, per così dire, salire e ricadere uniformemente, e la sua conclusione essere netta.
L'esecuzione disordinata, tanto invalsa oggidì, lo tormenta come un insopportabile mal di denti ed egli è sinceramente desolato quando qualche composizione del suo proprio repertorio viene sciupata da un rozzo fraseggio."
Dopo la guerra, 1939-1945, divenne Direttore stabile della Filarmonica di Vienna.
Fece poi giri artistici in Europa e nel 1950 diresse al festival di Salisburgo.
Scrisse pregevoli pubblicazioni fra le quali il volume "Dialoghi sulla musica".
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